La questione è semplice. Arrivi ad un bivio: quale strada prendi?
Semplice non lo è più, quando non c’è il bivio, ma PUOI cambiare ugualmente strada.
Nessuno ti costringe, nessuno ti obbliga.
Senti che la tua vita, come fin’ora l’hai condotta, ha iniziato proprio adesso, passate bufere peggiori, a cullarti in uno stato di “torpore” cieco e rassicurante. Sei piacevolmente assopito in questo stato di “benessere”(?), che ti accarezza e ti impigrisce la mente.
Un giorno ti accorgi che, dentro di te, si sveglia qualcuno. Qualcuno a cui non frega niente del lavoro sicuro, del sollievo, della scatola in cui ti sei rinchiuso. Si sveglia un piccolo uomo.
Lui vede con gli occhi della meraviglia. Si stupisce ancora, si agita, reagisce naturalmente a qualsiasi stimolo. E’ potente e forte. Sa amare. Può odiare. E’ vivo.
Lo temi, ti fa paura, quella creatura angelica, lo respingi come un posseduto respinge l’acqua santa.

E puoi anche vincere, è una lotta ad armi pari. Anzi, puoi soffocarlo, nasconderlo, rinfilarlo dentro di te, come una vergogna, come una debolezza, come qualcosa che nessuno deve riconoscere come tuo.
E lo avrai alla bocca dello stomaco per tutta la vita. Puoi ingannare gli altri. Non lui.
E non per sempre.
La sua forza, a volte, può venire fuori. E diventerà la tua.
Ti aprirà gli occhi su quello che lui vede. Lui vede al di là delle cose. Vede i risultati. Vede il perché.
Se ti lasci trascinare, sappilo, con lui perderai il comando. Non accetta compromessi.
Non ti dice: “Andiamo a fare un giro. Se ti piace, ci rimani. Se no torni a casa”.
Se vai con lui, fai una scelta.

Il nostro Signore, il Dio Denaro, che tutti, per forza, amiamo e rispettiamo, visto quanto ci fa sudare la sua presenza, ci agevola moltissimo in ogni scelta. Tutto quello che è riconducibile a Lui, è obbligato. I nostri desideri, tanto più grandi quanto irrealizzabili, hanno uno sbocco alquanto semplice.
Se hai i soldi, li spendi. Se non hai i soldi, non li spendi.
Se non hai i soldi, e non hai principi morali, li rubi, spacci, uccidi.
Se non hai i soldi, e hai dei principi, non lo fai.
Se non hai i soldi e devi dare da mangiare ai tuoi figli, li rubi, spacci, uccidi, anche se hai principi morali.
Non è difficile. Il soldo è numero. E la matematica non è un’opinione.
Ma quando il Denaro non è la questione, quando non è il tuo problema, non lo è mai stato, perché mai te lo sei posto, qui casca l’asino. Cioè caschi tu.
Il ragazzino si è svegliato. Prova a farlo riaddormentare, se ti riesce!

Si è svegliata la sua fantasia, l’immaginazione, lo scherzo, l’ingenuità. E con tutto questo puoi ancora convivere.
Ma lui non è uno stupido. Lui lo vede subito se sei felice.
“Ma io ho raggiunto qualcosa nella vita. Ho una reputazione, ho delle certezze, ho la conoscenza, ho un ruolo, ho delle responsabilità”, diranno alcuni. Qualcuno aggiungerà: “Ho una buona posizione economica”. Non molti.
Lui scuote la testa. Lo sa che non è così. Cosa ti manca?
Ogni piccolo uomo è diverso dall’altro. Ognuno ha qualcosa che non ha.
A volte nella vita quel qualcosa appare, e poi scompare. Talmente alla svelta che il “frame” non rimane neanche in memoria, tanto è veloce. Infatti quasi tutti lo dimenticano.
A volte.

Qualcuno però qualche volta prova a riavvolgere. E al “rallenty” appare l’immagine che ha svegliato il ragazzino. E’ quella? Quella ti fa male. Ti fa male non averla. Ma stai meglio senza.
Ti rovinerebbe tutto. Tutto quello che hai, che ci sono voluti anni a costruire, il tuo lavoro, la tua fatica. Le tue relazioni con gli altri, il dolore per non averle sapute intrecciare, la tua solitudine in funzione di quella incapacità. E il dolore che hai paura di causare avanzando la tua legittima richiesta. Tutto quello che hai inutilmente costruito su un mare di sabbia bagnata, senza pensare che sarebbe franato. Non c’è la base. La base sei tu.
La scelta è una cosa che ti cambia la vita.
Puoi avere tutto il sollievo che vuoi, se hai molto caldo, d’estate, mollemente adagiato sull’amaca delle tue false sicurezze. Avrai anche qualcuno, cui fa comodo, che ti sventola, per alleviarti il disagio. Per non parlare di chi ti asciuga il sudore.
Cosa accadrebbe se ti tuffassi con violenza nell’acqua fredda, e iniziassi a nuotare velocemente?
Una cosa terribile. Superato l’impatto iniziale, godresti il refrigerio dell’acqua che ti scivola sulla pelle, scaricheresti tutta la tua aggressività, come desideri da sempre, muoveresti il tuo corpo, inutilmente statico, lo renderesti robusto e forte, pronto ad affrontare quel che non ti serve, se sei adagiato sulla rete, ti stancheresti e alla fine godresti di un appagamento totale, uno stato di pace con te stesso, molto simile ad un barlume di felicità.
Perché non lo fai? Perché non vuoi essere felice?

Il mondo che hai intorno, immutabile, rimpicciolisce la tua volontà. Ti fa sentire blasfemo il solo desiderio di poterne cambiare una virgola. Hai paura delle conseguenze, per te e per gli altri.
Quali, quelle per te? Ascoltare la tua necessità di realizzare un desiderio (realizzabile), può farti molto male? Avere indulgenza per la tua persona, volere il tuo bene, è un male? Non reprimersi per tutta la vita, è un male?
Comincia a pensare che quello “spillo” potrebbe accompagnarti, ingigantirsi e provocarti molto dolore, “da dentro”. Come stai ora?
E per gli altri? Chi sono gli altri? Persone che hai vicino, che ti amano o che ti usano.
Dei secondi non parliamo proprio.

Chi ti ama, può soffrire.
Se ti ama molto, non soffrirà a lungo. La tua gioia sarà la sua (dopo un po’ di tempo!).
Anche se ti ama poco. Rimarrà una bella rabbia. Fronteggiare quella, forse, ti fa paura.
E le responsabilità? Affrontarle e assumersele, sempre.
Il ragazzino non ti chiederà mai di rinnegarle, se sa di essere ascoltato.

Cosa conta di più per te, rispetto alla tua felicità?
Nessuno può sapere se sarà felice, dopo una scelta.
Nessuno saprà mai se poteva essere felice, se non la fa.

Tutto questo io da più di un anno lo dico a me stessa. Comunque a me stessa per prima.
Io mi chiamo Manuela.

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