Il poeta dello spirito

Thomas Stearns Eliot

Definire Thomas Stearns Eliot vuol dire limitarlo; la sua opera è così esemplare da superare l’ambito poetico o letterario, investendo tutta una serie di aspetti che testimoniano una straordinaria capacità di leggere la realtà e di attraversarla, spesso con la sola forza di quel pensiero della tradizione a cui comunque Eliot non seppe mai guardare con sguardo nostalgico o reazionario.
Ne La terra desolata (1922) Eliot realizza una stupefacente analisi critica del mondo moderno, in cui la civiltà occidentale, sopravvissuta alle macerie materiali e morali della Grande Guerra, è presentata in tutto il suo decadente splendore. Qui la tematica non solo religiosa del Deus absconditus, del Dio nascosto perché deluso e ferito dall’uomo e dalle miserie che lo insidiano, viene espressa con accenti appassionati e tragici, che smentiscono il luogo comune di un Eliot intellettualistico e come tale incapace di emozionare il lettore. Come Giacobbe il poeta statunitense contesta persino l’ente supremo, Dio, e si chiede angosciosamente:

Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L’arida pietra nessun suono d’acque.

Ma, in ogni caso, il dovere dell’uomo è di rifugiarsi all’ombra della roccia, cioè la Chiesa, come comunità credente universale, secondo il simbolismo evangelico che la vuole Pietra di Cristo, robusto fondamento di una spiritualità perenne:

C’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all’ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra
Vostra che a sera incontro a voi si leva;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

La trasformazione interiore, assoluta, del credente è identificata con la metamorfosi, idea centrale delle antiche mitologie, che Eliot declina in senso allegorico-simbolico già nella lirica giovanile La morte di San Narciso, incentrata sul tema del martirio come sigillo dell’estremo sacrificio, quello della propria vita. Il legame tra fede e conoscenza – afferma poeticamente il grande americano – è inscindibile al cammino di evoluzione finalizzato alla spiritualità autentica.

Nel poemetto Gerontion T. S. Eliot espliciterà le sottintese tensioni religiose della sua lezione letteraria. Cristo, la tigre che aggredisce la storia, muta per sempre le traiettorie dello spirito in maniera non più revocabile.
Come Yeats, Eliot ribalta Nietzsche, che scorgeva in Gesù Cristo una figura patetica e femminea, e ne fa anzi l’eroe del cambiamento capace di destare un mondo morto, perché giunto al capolinea della civiltà…

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