Disegna il tuo personale futuro, ella disse.
«Dipingi il quadro», e ti porse i pennelli.
Costruisci ed erigi le tue colonne marmoree,
eleva i capitelli fino all’estremità delle stelle.
Sulla vetta di un ghiacciaio deponi la tua anima
e custodiscila nella cattedrale del silenzio.
Sorretta da pinnacoli argentati
brillerà per sempre in un equilibrio astrale.

Figlio dell’Immaginazione,
spalanca gli occhi e una volta ancora trasvola
attraverso le leggere e pigre ali del Sogno.

Raggiungi i tuoi orizzonti
persi nel vuoto dell’esistenza;
non è mai troppo tardi.
Molto spesso il sogno è realtà e la realtà è fantasia.

Poi ella morì e la sua immagine si sbiadì col tempo.
Ma quando i tuoi occhi sono lucidi,
quando nell’oscurità silenziosa odi i lenti battiti del cuore spezzato
nuovamente impugni i tuoi pennelli
e come un neofita ti innalzi al suo ricordo.

Daniele

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento