Sono alla finestra della mia camera e guardo fuori il cielo che questa mattina è di una varietà di sfumature di grigio tuttaltro che rassicuranti.
L’aria ha assunto una colorazione giallastra dovuta al vento di scirocco che ha trasportato con sè la terra del deserto che, stanotte, si è riversata su tutte le cose sottostanti a causa dell’abbondante pioggia caduta.

Anche le macchine sembrano tutte essere reduci da una sfrenata corsa di rally e perfino gli aceri e gli abeti, che fino a ieri erano la casa di numerose specie di uccellini festanti, in questo momento vengono sballottati in modo inquietante dal forte vento che sembra essersi letteralmente impossessato di questo piccolo paesino ad appena qualche chilometro di distanza dal mare.

Eppure sono sereno.
Attraverso la mia finestra guardo questa sorta di putiferio che si sta scatenando con un certo senso di distacco.
Sono sicuro che se non sarà domani, fra 2 o al massimo 3 giorni il cielo tornerà ad essere di un azzurro vivace e tutte le specie di uccellini torneranno a prendere il loro posto sui rami ora sballottati dal vento allietandoci ancora con i loro canti.

Sarebbe bello riuscire ad affrontare con la stessa serenità i momenti della nostra vita.
Così come in natura acnhe la vita è fatta di belle giornate ed altre di tempesta.
Solo che in questo caso a volte perdiamo la speranza, fatichiamo a trovare l’ancora a cui aggrapparci, dimenticando che in fondo anche nelle zone equatoriali esiste il periodo delle piogge ed anche al polo nord, a volte, il sole risplende tanto che riesce addirittura a sciogliere le enormi montagne di ghiaccio.

Sarebbe bello riuscure a guardare questi momenti attraverso una finestra, con un certo distacco, ma conservando in ?¸???I????_??sè la pazienza del saper attendere e la saggezza della speranza, che a questo punto sarebbe certezza, che anche il nostro cielo prima o poi seguendo le leggi della natura sarà costretto a tornare azzurro e a quel punto gli uccellini…potranno ancora cantare per noi.

Iandy

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