Mi disturba
il blaterare assassino
di mia madre,
mentre cappucci
mi coprono impedendomi
di distinguere
disconosciuta io
dalla chiarezza
e blasè, ma mica tanto poi,
vado avanti.
Una lampadina
s’è fulminata nell’accendersi;
sono stata al gioco
con ingenuità e con malizia un po’
per poi espormi senza veli
dinanzi a una maschera
che, ahimè! non sarà mai gettata
e d’altronde chi la raccoglierebbe
lorda di sudore
roba da pattumiera?
Non complice
né amante
stringerò forte nel pugno
il giglio
che la malvagità altrui
non riconosce,
ma come potrebbe
una goccia d’acqua
lavare via montagne
di sporcizia?
Come fico d’india maldestro
ho fatto spuntare foglie
al posto delle spine
ed ecco che la siccità
mi colpisce implacabile.

Maria Campeggio

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