Non ci credi? Ecco un esempio pratico

“Fai attenzione a come pensi e come parli perchè può trasformarsi nella profezia della tua vita”…sono parole pronunciate da S. Francesco e siamo intorno al 1200.
Più di qualche volta mi sono sentito chiedere come faccia a “mischiare” insegnamenti spirituali e meccaniche mentali; la mia risposta è molto semplice e nasce dalla convinzione chiave che lega tutte le pagine di questo sito: tante lingue lo stesso messaggio, la vita.

Quante volte abbiamo parlato dell’importanza delle cose sulle quali ci concentriamo, dell’importanza del nostro modo di pensare e di parlare.
Ora siamo qui per provare a fare un piccolo esperimento, insieme, per vedere se il messaggio di S.Francesco (ma non solo il suo) può essere tradotto in un’altra lingua, vediamo se possiamo verificarlo con un breve esempio pratico (rimanendo in tema…come disse S.Tommaso “se non vedo non credo!”).

Benissimo, ora mi serve il tuo aiuto (o collaborazione, come vuoi tu!). Ti chiedo semplicemente di guardarti intorno, nella stanza in cui sei seduto in questo momento e di contare quante cose nere vedi. Ok, fallo ora…(continua a leggere l’articolo solo dopo aver contato le cose nere)

…fatto?
Bene, quante sono?
Ok, probabilmente la risposta è giusta, ma se io ti chiedessi quante cose invece erano bianche?
Non lo sai, almeno non con precisione. Perchè?
Esatto, perchè ti sei concentrato/a sulle cose nere.
Pur essendo una macchina potentissima, infatti, il nostro cervello è capace di concentrarsi su una sola cosa alla volta.
Abbiamo dunque verificato il concetto di S.Francesco? Certamente, perchè quello che abbiamo appena fatto corrisponde esattamente a ciò che accade tutti i giorni: siamo in grado di vedere solo ciò su cui ci concentriamo.
In questo modo se si concentriamo sui problemi continueremo a vedere solo problemi (le soluzioni potremo al massimo intravederle, come è appena successo col bianco).

È stato chiesto più di una volta a coloro che erano riusciti a scappare dei campi di sterminio di Auschwitz quale fosse stato il loro stato d’animo durante quei terribili giorni, quali fossero i loro pensieri.
Bene, la maggior parte di loro ha risposto che il pensiero più ricorrente che aveva era come fuggire da quel posto…
Esatto, si stavano concentrando sulle soluzioni, erano queste che volevano vedere.

Concentrarsi su qualcosa significa attivare quello che Antony Robbins chiama il nostro sistema reticolante attivo.
Ma cos’è il sistema reticolante attivo?
Ti è mai capitato di cercare qualcosa di particolare, non so, magari dovevi comprare un’automobile, o un computer nuovo, oppure aspettavi un figlio e cominciavi a pensare alle cose che ti sarebbero state utili…cosa è successo in quei casi?
Improvvisamente bastava girarti per vedere pubblicità (sulle riviste, per strada, in televisione) o per avere informazioni sulla tua macchina nuova, sul tuo nuovo pc, sui pannolini e sui giochi per quel nuovo arrivo che desideravi tanto…
Cos’era successo? Avevano improvvisamente intensificato i messaggi in quel determinato campo?
La risposta è no, naturalmente, più semplicemente prima non li vedevi perchè non eri concentrato/a su di essi (ma ci sono sempre stati, posso assicurartelo!).

È quello che pensiamo e quello che diciamo che fa la differenza nelle nostre vite, sono le domande che ci poniamo a fare la differenza (ma avremo modo di parlare più avanti riguardo all’importanza delle domande che ci poniamo).

Fai attenzione a come pensi e come parli perchè può trasformarsi nella profezia della tua vita…ora lo abbiamo anche dimostrato, a te la scelta.

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