L’essenza della conoscenza autentica è la consapevolezza di sé stessi e della necessità di raggiungere una dimensione di autocompimento esistenziale. In questo senso, progettare l’esistenza significa cogliere la nostra vocazione più intima, intuire il percorso che intendiamo seguire nella vita.

La formula di sapore quasi iniziatico “scopri chi sei” esprime un insegnamento perenne, che converge su una implicita tensione spirituale, e si contrappone frontalmente a tutto quel che ci trattiene da una manifestazione spontanea della nostra spiritualità.

Occorre andare oltre la tradizione come ipoteca costrittiva del passato, per avviarsi verso la vera vita, la vita dello spirito. Questo presuppone un approfondimento della visione del mondo, per giungere all’autodominio interiore, cioè alla facoltà che permette di effettuare un controllo vigile e costante sui pensieri e le emozioni più profonde, peculiare di una personalità veramente realizzata.

Non è la spiritualità il mostro da combattere, ma il materialismo ottuso che vede nei fenomeni l’unica realtà possibile, destituendo di significato la vita stessa e quel che la vita ha da offrirci, tra cui dei valori ancestrali che ci saranno sempre, se noi lo vorremo, come l’amore universale, la passione per l’arte e la contemplazione…

Il processo di riappropriazione e compimento dell’esistenza individuale passa per un ritorno alla trascendenza, e la ricerca di adeguarsi ad una realtà più vasta di quella in cui siamo immersi.

È auspicabile un’apertura di senso, una comunione interiore con la verità che non tradisce mai, la verità dell’anima, in una fusione mistica con il Creatore e la sua opera impareggiabile, che ci insegna silenziosamente l’adorazione di quell’Ente supremo che rifiuta di essere tradotto in definizioni semplici, e che sfugge al tentativo di una comprensione razionale, almeno di quella basata su una razionalità astratta, puramente mentale.

Nel cammino spirituale indispensabile per riuscire a conoscere se stessi, non è sufficiente riferirsi soltanto all’insegnamento dei maestri. C’è una fonte di conoscenza originaria, che ognuno deve scoprire dentro di sé e non fuori, imparando a vedere l’invisibile, attingendo dalla sorgente inesauribile che sgorga naturalmente dal profondo del cuore.

La saggezza non appartiene solo ai maestri, ma è in noi, è una qualità comune a tutto il genere umano.

La saggezza è rivelazione assoluta di un pensiero ultimo capace di liberarsi da un attaccamento morboso al mondo di cose che ci circonda da ogni lato.

È necessario divenire artefici del proprio destino, da mettere in relazione alla Parola divina, un sentiero di luce, che indica chiaramente come meta la Verità e le sue leggi, capaci di “trasformare” l’uomo in quel che è già senza averne piena consapevolezza: il protagonista di un’avventura straordinaria, la vita…

Domenico Turco

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