Hai mai provato a comprare un computer anche dei più potenti del mondo ed accenderlo prima di inserirgli il software?
Si? No? Lo sai cosa succede?
Che va in palla!

Anche il più potente dei pc, infatti, per funzionare ha bisogno di istruzioni, senza le quali non potrebbe essere altro che semplice ferraglia.

Abbiamo già paragonato il nostro cervello ad un potentissimo computer, miliardi e miliardi di neuroni che elaborano ognuno milioni di informazioni ogni secondo.
Ma allora, di cosa ha bisogno il nostro cervello per funzionare?
Esatto, di ISTRUZIONI!
E cosa succede se gli diamo le istruzioni sbagliate?
Ancora ESATTO! Va in palla, proprio come il pc: magari volete aprire un programma e lui vi cancella una cartella, che dramma!

Ci sono quindi tre regole fondamentali da tenere bene in mente quando si tratta di inviare istruzioni al cervello:

  • Il Cervello è letterale
  • Non riconosce la parola no
  • Non distingue tra realtà e fantasia

Ma veniamo ora ad analizzarne una ad una.

Il Cervello è letterale

Il Cervello è letterale, cioè non si mette a fare calcoli o ad avanzare teorie e proposte, prende le cose esattamente come gliele date.

Ne è il caso tipico quella volta in cui cerchiamo le chiavi di casa; apriamo il cassetto, diamo una rapida occhiata e diciamo: qui non ci sono!
In questo momento abbiamo appena inviato un istruzione al cervello, un istruzione che dice: le chiavi non sono nel cassetto e lui, visto che è letterale, prende questa istruzione così com’è, non si mette a dirvi —“ ma dai, guarda meglio, magari sono proprio lì…”—
Potrete guardare altre 100 volte nel cassetto e non troverete mai le chiavi fino a quando, come svegliandovi, ve le troverete d’incanto avanti agli occhi.

Cosa è successo, le chiavi sono comparse magicamente?
Oppure sono sempre state lì e voi non le avevate viste semplicemente perchè avevate detto al cervello che non c’erano? (alla fine le avete viste perchè in fondo le chiavi sono sempre state lì e non potevate fare a meno di vederle)

Questo processo funziona con le chiavi ma, logicamente, anche con tutto il resto.
Quindi attenzione a quando ci azzardiamo ad avanzare considerazioni su noi stessi: ogni parola che diciamo ed ogni pensiero che abbiamo vengono recepiti dal cervello come ISTRUZIONI e farà del suo meglio per eseguirle alla perfezione.

Non riconosce la parola NO

Anche se ci sono delle piccole eccezioni, nella quasi totalità dei casi il cervello non riconosce la parola NO.

Se ti chiedessi di non pensare, mi raccomando, di non pensare ad un grosso elefante grigio che porta sulla testa una simpatica scimmietta marrone con un grosso cappello giallo, cosa succede?
Succede che l’hai pensato!
Perchè? Proprio perchè il cervello non riconosce la parola NO.
Così non fumerò si trasformerà in fumerò, non mangerò si trasformerà in mangerò ecc. ecc. ecc.

Per questo motivo è bene ricordare che le istruzioni al cervello devono essere inviate in tono positivo.

Non distingue tra realtà e fantasia

Per il cervello pensare e fare sono la stessa cosa.

Facciamo un esempio: ti chiedo di immaginare davanti a te un grosso limone giallo che emana un profumo inebriante.
Ti chiedo di tenerlo con una mano avanti ai tuoi occhi e con l’altra mano di prendere un coltello.
Ora con il coltello che hai appena preso taglia in due il limone che hai nella mano: è molto succoso e mentre lo tagli il succo e la polpa fuoriescono bagnandoti le mani…mhà, cosa succede?
Perchè ti è venuta l’aqualina in bocca?
Perchè il cervello non distingue tra realtà e fantasia!
Visto? Ti è bastato pensarlo per attivare quella serie di processi anche fisiologici che si sarebbero attivati se lo avessi fatto veramente.

Proprio per questo motivo se pensiamo di non riuscire a fare qualcosa sarà molto difficile che riusciremo a farla, mentre se immaginiamo di poterla fare, se ci visualizziamo il più concretamente possibile nell’atto di riuscirci, le possibilità di reale riuscita aumenteranno in modo vertiginoso.

Fai attenzione a come pensi e a come parli
perchè potrebbe trasformarsi
nella profezia della tua vita.

S. Francesco D’Assisi

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