I giorni di Carnevale sono dei giorni meravigliosi.
La gente si traveste e se ne va in giro muovendosi e parlando come i personaggi che in quel momento rappresenta.
È una cosa simpaticissima: puoi vedere uomini grandi e pelosi vestirsi da donna e allora improvvisamente i loro movimenti si addolciscono e il loro tono di voce si fà più tenue.
Puoi vederne altri, tipi magari in genere molto seri, infilarsi un naso finto, truccarsi la faccia e andarsene in giro lanciando coriandoli, giocando e ridendo come farebbe il clown che in quel momento rappresentano.
È tutto molto divertente, ma non succede solo a Carnevale: in realtà è ciò che succede tutti i giorni della nostra vita.
Impersoniamo un personaggio, quello che pensiamo di essere, come a Carnevale: parliamo, ci muoviamo e pensiamo come quel personaggio, solo che questa volta in gioco c’è la nostra esistenza.

Nell’articolo Il Cervello: come è fatto e come funziona abbiamo visto come il nostro cervello rappresenti la nostra centrale operativa, quella che elabora e smista i comandi a tutto il nostro corpo, mentre in Il Cervello: le tre regole fondamentali abbiamo dato, tra le altre cose, la dimostrazione pratica che il cervello non distingue fra realtà e fantasia.
Ciò che pensiamo, quindi, rappresenta la nostra realtà.

Fai attenzione a come pensi e come parli
perchè può trasformarsi
nella profezia della tua vita.

S. Francesco d’Assisi

“Un giorno un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.
L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l’aquila fece quello che facevano i polli del cortile pensando di essere uno di loro.
Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anno e l’aquila divenne molto vecchia.
Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
La vecchia aquila alzò lo sguardo stupita.
—Chi è quello?—, chiese.
—È l’aquila, il re degli uccelli—, rispose il suo vicino.
—Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perchè siamo polli—.
E così l’aquila visse e morì come un pollo, solo perchè pensava di essere tale”.*

*Da “Messaggio per un aquila che si crede un pollo” di Anthony de Mello

La prossima volta che ci accingiamo a fare considerazioni su noi stessi pensiamoci due volte, pensiamo al potere che avranno su tutta la nostra vita, pensiamo che potremmo trasformarci in qualcosa che semplicemente pensiamo, in un pollo in una gabbia…o in un aquila maestosa.

Nulla di grandioso
sarà mai compiuto senza grandi uomini
e gli uomini sono grandi
solo se sono decisi ad esserlo.

Charles De Gaulle

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