I CAPITOLO

“Dolcissima! Davvero! .. un pò timida forse, ma una bravissima ragazza!”. Era questa la risposta che davano gli amici di Chiara a chiunque chiedesse di lei, chiedesse che tipo fosse.
E a lei stava bene. Le stava bene che i suoi amici la definissero così.. beh, forse un “carina” da parte dei ragazzi le avrebbe fatto più piacere, ma le andava bene così. In fondo questo confermava i suoi pensieri, le sue convinzioni: lei non era bella. Si, era dolce, simpatica, bla bla bla.. ma non era bella.
Vani i tentativi della madre e dei parenti, che cercavano di farle cambiare idea con mille discorsi, che le ripetevano di continuo. “Devi levartelo dalla testa! Non sei brutta! Te lo direi..ma non è così!!” Le diceva la madre, insieme alla zia, che annuiva convinta. “Certo tesoro.. non hai niente che non va! Hai qualche malformazione? O qualcosa di cui vergognarti?! NO! Quindi vai avanti a testa alta!”.
Chiara ascoltava, lo sguardo perso nel vuoto, buttando a caso un “mmm..”, “si” o “no..certo” tra le loro parole; pensando, seccata:” Eh si..a testa alta, certo.. ma cosa capirete mai voi due? I discorsi che mi fate sono così superficiali..basta, pietà!!”
Neanche la sua migliore amica le era d’aiuto. Cioè.. Laura ci provava, per carità. Le diceva che non era vero, che non aveva niente di brutto, che lei capiva quello che provava..la solita tiritera, insomma! Ma per Chiara neanche le sue frasi erano valide. Era impossibile che una ragazza bella come Laura riuscisse solamente ad immaginare come ci si sente quando si è brutti, quando si vive in disparte, in ombra.. quando ci si sente inferiori a tutti, nessuno escluso. Perchè era così che Chiara si sentiva, anche se non lo diceva a nessuno; era questo il suo stato d’animo quando stava insieme agli altri: imbarazzo, paura di dire la cosa sbagliata, di fare la figura dell’idiota, di essere derisa per il suo aspetto fisico.
Inutile illudersi: a quale ragazzo sano di mente e con una vista affidabile sarebbe potuta piacere una come lei?! Non superava il metro e sessanta, capelli mossi castani (“uffa piacciono sempre le bionde!!!!!), occhi nocciola (“come sono belli gli occhi celesti..ma’, perchè mi hai fatta nascere con gli occhi castani??!), minuta, magra (“ho un corpo privo di forme..non ho niente di femminile, cavolo!), mani piccole, con un anello al pollice sinistro che non toglieva mai.. già, le sue mani.. così piccole e raffinate.. “le manine di Barbie”, le chiamava Luca… Eh si, Luca. Chiara non voleva più pensare a lui. Non aveva promessoa sè stessa di voltare pagina e guardare avanti?! Bene, era ora di mantenere le promesse!! Il problema era che le bastava guardare la mano destra, il pollice destro, dove mancava il suo anello preferito, per ripensare a quell’undici luglio..
Era il 2 dicembre 2004. Sabato pomeriggio. Tanto per cambiare, Chiara e Laura erano in giro per la città, ridendo come matte per qualcosa che dopo un minuto neanche ricordavano più.. e questo le faceva ridere ancora di più. Facevano sempre così, loro due: erano due amiche molto affiatate, lo pensava chiunque le vedesse insieme. Chiara stava parlando al telefono con la madre, quando i suoi occhi incontrarono quelli celesti di Luca. “Si mamma, non ti preoccupare, tra un’ora sono a casa! Ciao Ciao ma’!!”. Chiara inizialmente non ci fece caso, distolse lo sguardo, pensando “tanto non mi guarda.. inutile illuderti, scema!!”, e continuò a camminare come se niente fosse, con l’amica. Rispose con una risatina ironica a Laura, che le diceva: “Chià, c’è un biondino che ti fissa…”, pensando che scherzasse, come sempre. Era loro abitudine scherzare sui ragazzi: a dire la verità loro due scherzavano su tutto, apparivano sempre allegre e sorridenti. Se qualcuno gli chiedeva perchè ridessero sempre, loro con un sorriso rispondevano “Qualche problema!? Siamo fatte così noi.. per questo andiamo così d’accordo!”. E scoppiavano nuovamente a ridere di fronte l’ espressione perplessa del malcapitato di turno. Si.. erano davvero molto unite. Fu alle parole “Sta venendo nella nostra direzione.. wow!” di Laura, che Chiara si sentì male. Una miriade di pensieri le invasero la mente e il cuore le batteva forte, sembrava volesse uscirle dal petto. “Cosa faccio? Cosa dico? Chi sono..?” .. non sapeva più nulla.
Si girò di scatto e lo vide da vicino. “Beh.. niente da dire, proprio un bel tipo!” pensò subito Chiara, e strinse la mano del ragazzo che intanto si era presentato. “Ciao, io sono Luca! E voi?” Iniziarono a parlare, e Chiara notò qualcosa di strano in Luca, nel suo modo di parlare, nella sua tendenza a non dire nulla di sè, di mantenersi sul vago.. ma decise di non dire nulla a Laura. E poi, anche volendo, non avrebbe potuto dirle un bel niente, visto che da quasi mezz’ora era impegnata a parlare con Luca, senza darle la possibilità di inserirsi nella conversazione. “Grazie mille, Là.”. Pensò Chiara, ma la perdonò subito: in fondo non poteva sapere che lei fosse interessata a lui, quindi non aveva colpe. Dopo un’ora Luca va via, si scambiano i numeri di cellulare e si salutano.
Chiara era triste, mentre vedeva allontanarsi la sagoma di Luca. Lo seguiva con lo sguardo, mentre ascoltava con un finto sorriso le chiacchere di una Laura al settimo cielo:” Chià, è così carino e dolce! Abbiamo tante cose in comune, nonostante quel suo accento strano..mi piace! Si, mi piace molto! Poi i suoi occhi…” BIIIP! “Sarà sicuramente lui!!” gridò Laura, facendo voltare la metà delle persone accanto a loro, e si precipitò a frugare nella borsa in cerca del cellulare. Sbagliato. Era quello di Chiara. Un nuovo messaggio ricevuto. Luca!! “Peccato che oggi non mi hai rivolto la parola..sei proprio carina, sai?” SI SI SIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!
I giorni seguenti al messaggio di Luca (che Chiara aveva ovviamente riletto miliardi di volte e imparato a memoria, compresi i segni di punteggiatura.) si rivelarono frenetici. Non smetteva di pensare a lui neanche per un secondo. Provò molte volte a chiamarlo, ma quando componeva il numero le mancava il coraggio e metteva giù. Non gli mandò neanche un messaggio, perchè non sapeva cosa sarebbe stato più giusto scrivere.. un “Ciao, come va?”? Ma no.. troppo banale. “Voglio rivederti ancora? Mi sei piaciuto molto.”? NO. Non si può correre così. In fondo lei non sapeva niente di lui, neanche in che zona abitasse, un bel niente!
Era una mattina di dicembre che Laura la “costrinse” a inviargli un sms. Chiara inizialmente non se la sentiva, non voleva spingersi troppo.. e se lui si era già dimenticato di lei? Che figura avrebbe fatto?! Ma alla fine si lasciò convincere.. in fondo, cosa aveva da perdere? Dopo una serie infinita di modifiche, il risultato fu “Ciao! Come va? Che ne pensi di rivederci, se ti va? Fammi sapere, baci.” Un misto di tutti i pensieri, insomma. Ma questo “baci” era troppo!!!! Chiara si oppose molto all’insistenza di Laura, ma dopo un pò cedette. Dopo l’invio, le due ragazze attendevano trepidanti la risposta: ferme, sedute una di fronte all’altra, con le gambe incrociate, fissavano speranziose il cellulare, che purtroppo non emetteva alcun suono. Quando Chiara aveva perso le speranze, e si era quasi arresa, pentita di aver acconsentito.. finalmente arriva il biip tanto atteso. E’ un attimo. Le amiche si precipitano al cellulare, cercano di afferrarlo entrambe, ma Laura è più veloce e inizia a leggere ad alta voce. “Ciao Chiara, mi dispiace ma devo rifiutare il tuo invito..”. Chiara era sul punto di scoppiare in lacrime. “Lo sapevo! Ho corso troppo! Dovevo aspettare che si facesse vivo lui! Ho sbagliato a fare la prima mossa.. che idiota che sono stata! Io..” Ma Laura la interruppe subito, facendola tacere con lo sguardo, continuando a leggere il messaggio. “Non perchè tu non mi sia piaciuta, anzi.. ma mi è realmente impossibile rivederti, visto che sono tornato a casa, e.. io abito a Genova. Spero di risentirti presto, ci tengo! Luca.”. Silenzio perplesso. “A Genova?!” esclamarono le amiche in coro. Ecco spiegati i dubbi di Chiara sul suo accento, sul suo modo di non dare informazioni personali!!!!!
Ma.. adesso?? Che fare?! “Abita a Genova.. sicuramente non lo rivedrò mai più, meglio dimenticarlo! Non c’è destino.. è inutile.” Ma Chiara si sbagliava.. non l’avrebbe affatto dimenticato, anzi.. Luca continuava a farsi sentire, ogni giorno. La chiamava, le mandava messaggi; si scambiarono anche gli indirizzi. “Scrivendo riesco a dire cose che non mi sognerei mai di rivelare a parole.” disse il ragazzo.

lunaticagirl

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