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le posizioni dello yogaLe posizioni yoga asana sono le posture fisiche utilizzate nello yoga, ciascuna ideata con un fine specifico e insegnata all’interno di un programma yoga. Non esiste, infatti, un solo tipo di yoga, ma nei diversi yoga le asana occupano un posto più o meno importante, e vengono eseguite anche contemplando delle varianti.

Ecco perchè, prima di parlare di posizioni yoga asana, bisogna capire di quale yoga stiamo parlando. Qui ci riferiremo, in particolare, alle asana base dell’hatha yoga, generalmente utilizzate anche in molti altri tipi di yoga.

Da molti vengono riconosciute le capacità dello yoga di ripercuotersi positivamente sull’equilibrio psicofisico dell’uomo, ma i benefici yoga sono veri o si tratta solo di una bufala?

Origini delle posizioni yoga asana e asana di base

Nello yoga tradizionale di Patanjali le asana sono tra le “8 membra” dello yoga, ossia le 8 disposizioni, le 8 dimensioni che compongono la pratica yoga. Ovvero, secondo gli induisti, lo yoga non è composto solo di asana, ma ad esempio richiede una predisposizione di tipo etico adeguata, condizioni di vita salubri, poi la familiarità con tecniche di respirazione note come pranayama.

Nelle scuole di yoga che troviamo nelle nostre città, invece, la pratica inizia molto spesso dalle asana: i tradizionalisti criticano quest’approccio, ma è evidente che per la nostra cultura non possono valere le prescrizioni ascetiche proprie degli indù.

Le asana più utilizzate nello yoga

 

posizione yoga padmasanaLe prime asana che si apprendono nello yoga, generalmente, appartengono alle cosiddette “posizioni in piedi”, che ci insegnano come mantenerci stabili, dritti e allineati. Questo è l’obiettivo delle asana base, radicarci per far scorrere correttamente l’energia vitale, acquisendo una postura adeguata anche alla vita ordinaria.

Le asana principali sono:

Tadasana (o posizione della Montagna): piedi uniti, corpo ritto, braccia allungate sui lati con le mani aperte verso l’interno. Tadasana insegna l’equilibrio, l’attenzione e l’allineamento;

Ukkita Trikonasana (o posizione del Triangolo): Sequenza che parte da Tadasana, con le braccia che, dopo un saltello, si aprono con il palmo delle mani che guarda verso il basso, mentre le gambe sono divaricate con i piedi a formare un angolo di 90°. La posizione finale della sequenza prevede una rotazione del busto di circa 90°, ritornando poi a Tadasana. La posizione è benefica per la circolazione, le spalle, la schiena, la digestione e molto altro.

Ci sono numerose altre posture in piedi molto praticate nello yoga base (ad es. ukkita parsvakonasana, virabhadrasana, ardha chandrasana), ma sin dalle prime lezioni si praticano anche molte posizioni da seduti. Quelle base sono:

Vajrasana, ovvero la posizione del diamante: è il modo di sedere tradizionale degli orientali, accomodati sui talloni con le ginocchia unite. Si tratta della base per apprendere gran parte delle posizioni da seduti;

Dandasana (posizione del bastone): schiena ritta e gambe totalmente distese, a formare un angolo di 90°;

Padmasana (posizione del loto): è l’altro modo di sedere caratteristico degli induisti, utilizzato principalmente in meditazione. Richede un minimo allenamento, ma in alternativa si può sedere in “mezzo loto” per sforzare di meno le gambe.

Oltre a queste posizioni lo yoga contempla numerose torsioni e posizioni complesse, che si apprendono lentamente con la pratica se eseguite in modo corretto.

Consigliamo di non praticare le posizioni yoga da soli, ma impararle da un insegnante qualificato poichè è molto facile incappare in errori, e farsi anche male.

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