Nelle precedenti puntate di questo viaggio alla ricerca delle risposte sul Cervello Quantico, abbiamo iniziato a chiederci: come creiamo la realtà?

Se ci pensi la stessa domanda contiene un’informazione importante, una variazione fondamentale rispetto al normale paradigma: sottintende, infatti, che siamo noi a creare la realtà.

Non siamo perciò qui a subire la vita, siamo noi causa e non effetto di ciò che ci accade.

E’ una ipotesi affascinante vero? Ci regala la possibilità di cambiare il corso degli eventi, di plasmare il nostro destino, di piegare, letteralmente, la realtà.

Dal momento in cui abbiamo stabilito che siamo noi a creare la realtà siamo quindi partiti alla ricerca di risposte affascinanti riguardanti il “come”, risposte spesso confinate nel mondo dell’inspiegabile.

Abbiamo scoperto prima di tutto i 3 livelli della realtà (in verità sono 4, e un giorno ti parlerò anche del quarto ma per ora va bene così) e, a partire da quei livelli, abbiamo iniziato ad analizzarli uno per  uno.

Abbiamo visto prima di tutto il Livello 1 di creazione della realtà, ovvero il Cervello Razionale. Ricapitolando brevemente abbiamo scoperto come quelle che chiamiamo le “nostre scelte” siano tutto fuorché nostre:

Principalmente agiamo per programmi mentali,
istruzioni su ‘come fare le cose’ che ci sono state installate da vari canali:
la società in cui siamo vissuti, la nostra cerchia di influenza, i nostri genitori etc…
Questo avviene fin dalla nostra nascita ed eseguiamo questi programmi
senza esserne coscienti.

Quando decidiamo di fare o non fare qualcosa, in realtà, usiamo concetti che ci sono stati prestati, su cosa sia giusto e cosa sbagliato. Per fare un piccolo esempio ti basta renderti conto, come ho spiegato in un articolo precedente, di quante volte hai atteggiamenti tipici di uno dei tuoi genitori.

LIVELLO 1: PROGRAMMAZIONE MENTALE
Dissociarti dai tuoi pensieri (non sono veramente tuoi)
e avere la capacità di produrre programmi mentali convincenti per il tuo scopo

Come abbiamo detto, il Livello 1 è certamente il livello più normale e visibile, ma spetta al Livello 2, il ruolo di guida. Infatti, è proprio da questo livello che nascono le nostre scelte. Ed è a questo livello che dovremmo agire per cambiarle.

Scommettiamo che…

Durante una serie di esperimenti ad un gruppo di persone veniva chiesto di alzare, nel momento in cui decidevano di farlo, il braccio destro o il braccio sinistro.
Quello che è successo è che i ricercatori sono arrivati a predire, con un anticipo di addirittura alcuni secondi, se il soggetto dell’esperimento avrebbe alzato il braccio destro o il sinistro.

Se ci pensi è da un certo punto di vista sconvolgente e, nello stesso tempo, ci porta una informazione importante:

Quando diciamo ‘ho scelto di..’
in realtà stiamo solo verbalizzando una decisione
che è stata presa prima, molto prima, su un altro livello.
E’ un livello non visibile, quello dell’inconscio.
Ed è proprio il livello in cui agiscono le nostre emozioni.

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Lo faccio o non lo faccio? Il Livello 2: il Cervello Emotivo

Chi decide cosa allora? A Livello 1 abbiamo detto che sono i nostri programmi mentali a decidere, quindi non siamo noi, ma quella serie di istruzioni che abbiamo accumulato nel corso della nostra vita.

Su questo livello però, quello emotivo, abbiamo aggiunto un’informazione importante: quando siamo coscienti di una decisione in realtà la stiamo solo verbalizzando, in quanto, studi alla mano, quella decisione è già stata presa prima, in qualche modo e senza che ne fossimo coscienti.

In che modo? Lascia che io ti spieghi un concetto importante.

Ogni volta in cui impariamo a fare qualcosa o vediamo qualcosa registriamo due tipi di informazioni: la prima riguarda la programmazione mentale (di cui ti ho parlato) la seconda è la traccia emotiva.

Ad esempio quando studiamo il nostro cervello registra nella sua memoria le informazioni acquisite e, nello stesso tempo, incide una traccia emotiva di come sono state apprese.

Quindi se studiamo con noia il nostro cervello registra  le informazioni contenute in quei libri ma registra anche la traccia emotiva ‘noia’.

La particolarità è che le informazioni di carattere razionale vengono registrate nella memoria a breve termine mentre quelle emotive vengono registrate nella memoria a lungo termine.

Cosa succede dunque? Che inconsciamente facciamo delle associazioni con ciò che ci piace e ciò che non ci piace. In generale esistono due leve:

la leva piacere e la leva dolore.

Molto semplicemente noi andiamo verso ciò che ci provoca piacere e fuggiamo da ciò che ci provoca dolore.

A me piace usare la definizione di Jim Rohn:

Agiamo solo in due modi:
per ispirazione o per disperazione.

Se le nostre esperienze con lo studio non sono fin da subito state positive registreremo una traccia emotiva che, di fronte allo studio, dirà ‘noia’, “fatica”, “dolore” (questo vale, ovviamente, per qualsiasi altra area della nostra vita).

La traccia emotiva è molto più potente di quella razionale (ti basti pensare a quante persone hanno per esempio paura degli insetti, razionalmente come si può aver paura di animaletti così piccoli? Eppure la traccia emotiva vince sulla razionalità).

Questo tipo di associazioni vengono fatte inconsciamente per ogni cosa che facciamo dunque qualsiasi esperienza abbiamo avuto (o abbiamo visto) che riguarda tutti i principali temi della vita (dal livello finanziario a quello sentimentale, passando per tutti gli altri) ha depositato dentro di noi una informazione che dice: ok è cosa buona oppure, metaforicamente, ‘scappa che fa male’.

In poche parole quella traccia emotiva
(che ti ricordo viene incisa nella memoria a lungo termine)
manda un messaggio che dice: piacere o dolore.

Qualche esempio pratico

Ma facciamo qualche piccolo esempio pratico per comprendere meglio.

  • Se hai vissuto una situazione fallimentare con il denaro, potresti averlo associato alla leva dolore che ti farà pensare ‘scappa che fa male’. Allo stesso modo se sei cresciuto in un contesto sociale in cui si dice che il denaro non è cosa buona, o se hai visto i tuoi genitori soffrire perché non avevano abbastanza denaro. In tutte queste occasioni potresti avere associato dolore al denaro. E, stanne certo dovrai fare salti mortali per produrre denaro (se mai ce la farai).
  • Se hai una relazione in crisi e stai pensando se lasciare il tuo partner potresti avere una traccia emotiva (dovuta alle precedenti esperienze, magari dei tuoi genitori) che dice: lasciare non si fa, ovvero è dolore (non è cosa giusta). A quel punto potresti prendere la decisione di restare con il tuo partner perché lasciarlo ti provocherebbe dolore.
  • Se uno sportivo è bravo a tirare i calci di rigore ma in una partita importante ne sbaglia uno, stanne certo che le partite successive saranno molto delicate perché razionalmente (a livello di movimenti) è sempre bravissimo ma ci sarà una traccia emotiva che gli farà sentire ‘dolore’ e, finché non riscrive quella traccia emotiva, verranno messi in moto tutti i circuiti della paura (mandando in giro tutte le sostanze e gli ormoni che provocano stress, contrazione ecc). Il risultato è che potrebbe non calciare più i rigori o potrebbe sbagliarne ancora, rinforzando quindi la traccia emotiva che gli provoca quel dolore.

Potrei andare avanti per ore ma credo a questo punto il discorso sia chiaro.

Le emozioni sono molto più potenti della parte razionale e hanno come ti ho detto un’altra caratteristica importante: questi legami, che sono a lungo termine, sono inconsci (ovvero non sei pienamente consapevole).

Il secondo potere che abbiamo dunque a disposizione è quello che riguarda il nostro potere emotivo:

LIVELLO 2: PROGRAMMAZIONE EMOTIVA
Dissociarti dalle tue emozioni (non sono veramente tue)
e avere la capacità di produrre emozioni convincenti per il tuo scopo.

Non essere consapevoli di queste emozioni guida porta ad una delle conseguenze secondo me peggiori: ti svegli una mattina e ti accorgi di avere vissuto la vita di qualcun altro.

Come scrivere la realtà con le emozioni

Attraverso l’utilizzo del Cervello Quantico si ha la possibilità di scavare, andare all’origine di quelle emozioni e riscriverle direttamente alla fonte.
E’ qualcosa però che bisogna vivere (lo facciamo durante i Live) e non sempre scriverlo rende l’idea.

Nello stesso tempo però volevo lasciarti uno strumento semplice ma potentissimo.
Sono 3 minuti di meditazione che puoi fare accompagnato da qualsiasi musica rilassante.

Qualsiasi tipo di meditazione parte dal concetto dell’osservazione: essere in uno stato di centratura e restare in osservazione.
Anche il Buddha parlando della meditazione lo dice: osserva..

Ma prima di questo dice qualcosa che nella stragrande maggioranza dei casi passa inosservata ma che invece secondo me è di vitale importanza.

In realtà il Buddha dice: ama te stesso e osserva.
Spesso però questa affermazione viene manipolata, si passa immediatamente alla seconda parte: ‘osserva’, come se la meditazione consistesse nell’osservare.

Osservare se stessi è utile sicuramente poichè permette di entrare in uno stato di centratura.  Anche Socrate dice ‘conosci te stesso’ ma bisogna ammettere che ‘ama te stesso’ è di gran lunga più profondo, di gran lunga più potente.
Quindi si, osserva te stesso, ma partendo come dice anche il Buddha, da uno stato di amore per te stesso.

Ama te stesso, e osserva.

Questa è la meditazione di 3 minuti che ti consiglio: a partire da uno stato di amore resta semplicemente in osservazione di ciò che ti sta accadendo e che, magari, richiede una tua decisione.

Ma è fondamentale: a partire da uno stato di amore, che significa ama il tuo corpo, la tua mente, tutto il tuo sistema, il tuo intero organismo, ama la tua essenza, rispettati, accetta e onora tutto, semplicemente  per ciò che è.
Questo è amore.

A quel punto si riuscirai a distaccarti dalle precedenti emozioni e iniziare decidere non solo in libertà di scelta ma in linea con l’emozione più potente in assoluto, quella dell’amore.

Ama te stesso, e osserva.

E’ la tua vita…non permettere a nessuno di portartela via, neanche a te stesso.

Buona creazione della realtà.
C’è un modo diverso di vedere le cose.
Più che puoi. Sempre.

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Nella versione audio di questo articolo ho registrato questa piccola meditazione che, se vuoi, possiamo fare insieme (solo se non sei alla guida o impegnato in attività che richiedano il tuo controllo vigile).

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